venerdì 5 maggio 2017

Giant Lego Brick - l'idea diventata realtà di Everblock



Se anche voi avete giocato con Lego da bambini sicuramente avrete fantasticato sulla possibilità di creare anche da adulti con un lego gigante, costruirsi una "casa intera", un tavolino, un mobile, un qualche arredo.

Per molte persone è rimasta una fantasia ma non per Rosan che li ha ideati e creati. Rosan è il fondatore di EverBlock, un sistema modulare di blocchi di plastica su larga scala che, come Lego, impila uno dietro all'altro dei grandi BRICK che si bloccano insieme, in un infinito gioco di moduli e costruzioni.








Ma EverBlock è diventato più un vero e proprio strumento che un giocattolo. È possibile utilizzare i blocchi in polipropilene per costruire mobili e strutture completamente funzionanti e sono disponibili in tanti colori, in tre formati e in vari pesi; la cosa divertente, che ha permesso all'azienda di avere anche  il brevetto direttamente dalla Lego, è che i blocchi si assemblano più o meno come i blocchi giocattolo, solo su una scala più ampia. 






Ma quando i blocchi diventano più grandi, costruire con loro diventa più complicato? 


Certo, in miniatura, è facile realizzare prospettive e stabilità ma in una scala di grandezza naturale sicuramente diventa più impegnativo, ecco che la chiave è proprio quella di prendere lezioni dalla Lego e impilare i blocchi come veri mattoni. 
Inoltre i blocchi giganti hanno un canale che consente il passaggio di cavi, possono essere rinforzati con tasselli in legno e passati da strisce LED per  per illuminare.
EverBlock è nata come un modo per costruire facilmente mobili ma ha rapidamente capito  che i giant brick avevano applicazioni molto al di là dell l'arredamento. Le persone hanno iniziato ad ideare virtualmente strutture di case, e hanno iniziato a realizzare divisori di stanze, pareti di uffici ed anche opere d' arte. Il sito web del prodotto dispone addirittura di uno strumento di progettazione virtuale che gli utenti possono utilizzare per creare disegni e determinare quanti mattoni saranno necessari per la  costruzione. La società sta compilando una libreria di istruzioni che guideranno le persone attraverso alcuni progetti piuttosto futuristici e sperimentali.




venerdì 21 aprile 2017

Giuseppe Uncini - l'architetto artista del cemento e del materiale



Mi preme puntualizzare”, scriveva l’artista nel 1972, “che per me la scelta dei materiali costituisce già parte dell’idea: e i materiali (il ferro, il mattone, il cemento) m’impongono l’uso di certe tecniche rigorosamente proprie”.

Così scriveva Giuseppe uncini architetto, progettista e scultore italiano che ha percorso tutto il novecento italiano con le sue opere forse poco conosciute (trovate ogni informazione nel link qui ) ma sicuramente da riportare all'attenzione del grande pubblico per la loro unicità e per il valore del percorso artistico di questo artista. C’è una parola, “costruire” che ricorre spesso nella storiografia dell’opera di Uncini, un termine che descrive con precisione l’adozione di una pratica che appartiene all’edilizia e all’architettura contemporanea, ma che Uncini piega alle proprie esigenze artistiche e provandola totalmente del suo aspetto funzionale.


Analizzare con occhi moderni tutta l'evoluzione dell'opera di Giuseppe Uncini significa senza dubbio metterne in luce la coerenza formale e la compattezza concettuale. La sua ricerca è stata, attraverso ogni ciclo di lavori, passaggio dopo passaggio, dagli esordi in ambito informale fino alle ultime opere le "Architetture" e agli "Artifici", una storia di progressive intuizioni, di precisazioni stilistiche, di quasi ossessive insistenze intorno ad un modo di intendere la questione della forma, che non lascia spazio a dubbi circa la qualità e l’unicità della sua visione artistica. Non solo Giuseppe Uncini ha artisticamente prodotto molto, ma ha anche progettato e scritto numerosi testi, perché per l'architetto, spiegare le sue opere e disquisire del suo processo evolutivo di artista faceva parte integrante del suo lavoro, la sua bibliografia, per chi fosse interessato, è ampia e ben dettagliata di immagini e testi.


Giuseppe Uncini, Architetture n. 238, 2007, cemento e ferro, 64x53x12 cm.
E' con il Primo Cementarmato del ’58-‘59, che Uncini da il via alla sua vera e propria opera artistico/ architettonica, una lastra di cemento attraversata da una rete metallica che fuoriesce, non lascia spazio ad alcuna allusione esistenziale: è un oggetto nudo ed essenziale come il successivo Cementarmato e lamiera, che accosta i due materiali con un semplice sistema di ganci. Da questo momento in avanti, Uncini inizia a sperimentare una sua precisa linea artistica elementare ma efficacissima, i cui materiali fondamentali sono la lamiera, il cemento e i tondini di ferro, ma anche i segni delle venature lasciati sulla pasta cementizia dalla formatura in casse di legno. "Tutti i Cementarmati, fino al 1963, mostrano un linguaggio scultorio secco, asciutto, disadorno e compatto, che non lascia spazio a equivoci e chiarisce i motivi per cui Uncini sia stato spesso considerato come una sorta di precursore del Minimalismo e dell’Arte Povera". Rendendo l'oggetto del cantiere un'opera d'arte, ossia dividendo il procedimento dell’edificazione, che prevede l’assolvimento di funzioni precise dal processo della costruzione Uncini scorpora il cemento dalla sua destinazione finale, lo rende un materiale autonomo, non più vincolato alla presenza di un edificio. Ed è questo un passaggio fondamentale per comprendere tutto ciò che verrà dopo e per assimilare l’idea dietro  l’intera ricerca ed opera  di Uncini, cioè di rendere evidente e visibile il rapporto tra l’uomo e il mondo attraverso una delle sue attività primordiali, quella del “costruire”. Per tutto il resto della sua lunga e produttiva carriera artistica ed architettonica Uncini sperimenterà sempre l'intreccio fra costruzione architettonica, materiali ed opera d'arte, realizzando installazioni con mattoni, legno e tutto quello che ogni architetto o ingegnere vede quotidianamente nel cantiere. Uncini riuscì nell'intento di mostrare l'arte nascosta nelle forme e nei risultati degli oggetti d'uso comuni dell'architettura.

Giuseppe Uncini, Spazi di Ferro N.114, cemento e ferro, cm 84x54x20


venerdì 24 marzo 2017

Materiali di recupero e decorazione



Spesso dagli scarti di alcune lavorazioni si possono ricavare veri e propri capolavori che, se assemblati in maniera decorativa o con un sapiente uso di tecniche di falegnameria, possono creare pannelli isolanti, pareti o superfici che creino un effetto di movimento e un sicuro effetto di design. Il materiale di recupero non sempre permette un riutilizzo coerente ed efficace; in questo caso il migliore di tutti i materiali è senza dubbio  il legno che può essere intagliato e rimaneggiato in molteplici forme. Scarti di parquet o avanzi lignei della lavorazione di un mobile, elementi rimasti in eccesso dall'intarsio di una pavimentazione o da un mosaico, possono essere conservati e "ri-progettati".

Nella galleria che vi proponiamo in questo post vi presentiamo una serie di idee nelle quali il legno in ogni sua forma è stato utilizzato come mosaico o ridipinto e adattato come pannello per rendere una parete anonima più artistica o semplicemente più di design. Il legno permette di essere lasciato al suo stato grezzo, tagliato in sezione, verniciato e lavorato con oli e cere conferendogli sempre nuove forme e permettendo nuovi spunti di resa alla luce che lo cattura, si adatta in ogni modo all'ambiente in cui viene collocato e non necessariamente il look complessivo risulterà country o troppo rustico ma anzi, potrà essere d'impatto proprio in un ambiente moderno e minimal.



 Si possono trovare pannelli già lavorati da aziende o da bravi artigiani o, se si possiede un po' di tecnica e del materiale di montaggio,  ci si può cimentare in un po' di d.i.y.


Alcune aziende o grandi supermercati con grandi forniture per il fai da te offrono moduli da poter assemblare già tagliati nella misura che si desidera, oppure si può far fare un progetto d uno studio o ad un artigiano ed ordinare del materiale già tagliato a misura poi da collocare e montare in base al proprio piano d'arredo.












photo credits pinterest 

venerdì 10 marzo 2017

Pannelli fonoisolanti e fonoassorbenti - I nuovi impieghi nell'interior design


Le due caratteristiche principali dei materiali acustici sono l' Isolamento e l' Assorbimento. Queste due caratteristiche sono spesso confuse ma in realtà si tratta di due proprietà totalmente differenti e destinate ad usi propri e prima di iniziare a parlare del design relativo a questi pannelli è necessario che sia chiara la differenza tra materiali fonoassorbenti e materiali fonoisolanti.

MATERIALI ASSORBENTI (O FONOASSORBENTI)

Un materiale viene definito fonoassorbente quando la sua caratteristica principale è quella di trasformare in un’altro tipo di energia una buona parte dell’energia acustica che attraversa il materiale stesso.

Il compito principale di un materiale fonoassorbente non è quello di riflettere o impedire il propagarsi dei suoni, al contrario, i materiali fonoassorbenti sono spesso realizzati con forme che permettano di riflettere il meno possibile l'energia acustica che ricevono. In questo modo si ottiene che una buona parte di questa energia penetri in un materiale assorbente e venga trasformata in calore o altri tipi di energia.
I materiali fonoassorbenti più comuni sono di solito i fonoassorbenti porosi. I parametri che ne descrivono l’efficacia sono :

•    Densità
•    Porosità
•    Geometria
•    Rigidità della struttura
•    Distanza di montaggio dalla superficie riflettente retrostante.


Tutti i fonoassorbenti di tipo poroso permettono la penetrazione dell’aria all’interno del materiale stesso. Questo tipo di pannello è tanto più efficace quanto più è veloce lo spostamento d’aria al suo interno. 


MATERIALI FONOISOLANTI

Un materiale viene definito fonoisolante se la sua caratteristica fondamentale è quella di riflettere l’energia acustica che riceve. Ovviamente per essere definito come fonoisolante un materiale deve avere delle caratteristiche di riflessione dell’energia acustica di gran lunga superiore alla media.


La differenza con la fonoassorbenza è proprio questa, il materiale fonoisolante permette di migliorare l'esperienza acustica e di  di incanalare e gestire il suono; per questo un pannello sono isolante è ritenuto ideale per ambienti come sale di registrazione, sale di proiezione cinema o in ambienti dove si ha la necessità di conservare e propagare il suono in maniera chiara ed uniforme. 

UTILIZZO DI FONOASSORBENTI E FONOISOLANTI

Utilizzeremo dei materiali fonoassorbenti per controllare le riflessioni del suono all’interno di un ambiente delineato e circoscritto, per aumentare la qualità di ascolto e il comfort acustico. In questo caso si parla di "trattamento acustico".

Utilizzeremo una combinazione di materiali fonoassorbenti e fonoisolanti per limitare la trasmissione del suono di una parete o di una sala (dall’interno all’esterno e viceversa). 
In questo caso si parla di "isolamento acustico".

Negli ultimi anni si è visto un grande incremento dell'utilizzo di questa tipologia di pannelli, sia fonoassorbenti che fonoisolanti, e il design di questi materiali si è adeguato ed evoluto in base alle esigenze dell'arredamento di interni. Per rendere questi pannelli adatti ad un ambiente rinnovato o moderno sono state elaborate delle strutture modulari estremamente versatili e ingegnose; la schiuma, la ceramica, il legno e il sughero tra i materiali più utilizzati per la fonoassorbenti o il fonoisolamento, sono stati adattati e disposti nelle maniere più disparate e destrutturate, spesso anche lasciati nel loro materiale grezzo o giocante sulle sfumature del colore.

   








(photo credits-Pinterest)

venerdì 20 gennaio 2017

Conoscete il doodling? Siamo tutti designer e non lo sappiamo!



L'arte del doodling non è altro che la semplice pratica dello “ scarabocchiare”, esprimerei artisticamente e graficamente lasciando libera la penna e i pensieri.
Farsi guidare dall'istinto e dall'immaginazione può produrre inaspettatirisultati grafici molto più espressivi ed efficaci di un piano di disegno prestabilito.

Vi siete mai ritrovati a parlare al telefono con un foglio e una penna davanti agli occhi e istintivamente disegnare elementi intrecciati senza senso negli angoli della pagina? Ecco, non lo sapevate ma involontarimante voi stavate facendo della doodle art.

Generalmente abbiamo paura a improvvisarci disegnatori perché temiamo un risultato scadente, ma nessuno di noi di solito ha paura di scarabocchiare; lo scarabocchiare ad “arte” disegnando pattern e texture casuali creano risultati sorprendenti sta prendendosempre più piede nelle sbulloni grafiche per tessuto architettino e tessili difatti sono presenti diversi utilizzi e traduzioni del doodling ed è più diffuso di quanto si pensi poiché è applicato a varie branche del design.
Basta un buon pennarello nero, carta di qualsiasi provenienza e la capacità di lasciarsi guidare dall’istinto. In rete, tra l’altro, si trovano migliaia di esempi da cui trarre spunto.



Arte:

BanarDesign per esempio riprende volti celebri dell'arte circondandoli di doodle, altri hanno ripreso Van Gogh od altri artisti 


Numerose Texture, prodotte con questo concetto, possono essere stampate  facilmente su wall paper, canvas o fogli di carta,  possono essere riprodotte su arredi o su elementi per la casa, utilizzate in libri per bambini per incuriosirli e appassionarli ai colori dando sfogo alla fantasia

Libri per bambini: 



    
Texture da shutterstock





      
Wall paper:





    
    
Tessuti fashion e per interior design:







    
Home, furniture and floor:




fonte foto: Pinterest e google